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Visualizzazione dei post da novembre, 2025

Il Sottosegretario Cianetti all'Aeronautica Predappio: cronache e testimonianze dalla stampa romagnola

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Il  18 dicembre 1940 "Il Popolo di Romagna"  pubblicò un articolo dedicato alla visita del  Sottosegretario alle Corporazioni Tullio Cianetti  in Romagna, ricostruendo l’intera giornata in ordine cronologico.  La tappa all’Aeronautica Caproni di Predappio non era il punto centrale della visita , ma semplicemente la seconda sosta dopo l’arrivo a Forlì e la visita al cimitero di San Cassiano in Pennino. Il giornale riportava: “Il 18 corrente alle ore 8:45 giungeva alla stazione ferroviaria di Forlì il Sottosegretario al Ministero delle Corporazioni Tullio Cianetti accompagnato dal suo segretario particolare e dal camerata Carlotti della Confederazione dei lavoratori e dell'industria. Si trovavano in stazione a ricevere il rappresentante del governo il prefetto gr.uff. Uccelli, il sottosegretario federale, il generale Navarrini comandante la divisione ‘Rubicone’, il R. Questore, il presidente della provincia, il podestà avv. Panciatichi con il V. Podestà Garancini ...

Dalla falegnameria aeronautica all’arredo di lusso, la fine della Caproni e la nascita de “L’ARTE”.

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Con la chiusura della Caproni come già noto di ciò che costituiva lo stabilimento sopravvive ben poco. I macchinari vengono trasferiti in località non documentate per poi sparire definitivamente senza lasciare tracce. La documentazione e buona parte degli arredi vengono invece distrutti direttamente sul posto dalla comunità predappiese che decide di darli alle fiamme eliminando in modo netto ciò che rimaneva della presenza della fabbrica. La chiusura dell’Aeronautica Predappio lascia dietro di sé quasi duemila lavoratori senza occupazione , per la precisione 1707 persone che da un giorno all’altro si ritrovano senza impiego. Nonostante la perdita materiale ciò che rimane è l’ elevato livello professionale delle maestranze formate nello stabilimento durante il suo decennio di attività. In particolare va ricordato l’altissimo livello raggiunto nel campo della falegnameria . La lavorazione del legno era uno degli elementi fondamentali della produzione alla Caproni Predappio e richied...

Sfollati nelle gallerie della Caproni. La testimonianza di Ernesto Cortesi e i ricordi di Predappio in guerra

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Nell’ ultima fase della seconda guerra mondiale una parte consistente della popolazione di Predappio fu costretta a sfollare e a trovare riparo all’interno delle gallerie dell’Aeronautica Predappio . Lo stabilimento era ormai inattivo e gli spazi delle Officine Aeronautiche Protette vennero riutilizzati come rifugio . Tra gli sfollati c’era anche Ernesto Cortesi , classe 1937 , che all’epoca aveva circa sette o otto anni e si trovava lì insieme ai genitori. Ernesto ricorda che al loro arrivo gli ambienti erano già stati completamente svuotati. Racconta che gli spazi si presentavano in condizioni difficili, con molta acqua a terra e continue infiltrazioni . Dice testualmente “avevamo fatto delle palafitte, dato che c’era tanta acqua e tante infiltrazioni… tutte assi di legno, noi stavamo lì sopra, eravamo in tanti ad essere sfollati, io ero lì con mio padre e mia madre, e praticamente c’era tutta Predappio”. Queste parole trovano conferma in altre testimonianze di chi lavorò nello s...

Dicembre 1943, tensioni e accuse di tradimento all'Aeronautica Predappio

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  Nel dicembre del 1943 in piena Repubblica Sociale un impiegato della Caproni Predappio mette nero su bianco una denuncia che oggi fotografa perfettamente il caos interno della fabbrica nei mesi successivi all’ armistizio. Si tratta di Guglielmo Albertini classe 1904 fascista combattente e capo dell’ Ufficio Contabilità Industriale . Dopo anni di servizio era stato licenziato il 30 novembre 1943 con un preavviso di un mese. Pochi giorni dopo il 5 dicembre scrive una lunga relazione dattiloscritta di quattro pagine indirizzata al Prefetto per segnalare ciò che lui definisce “sabotaggio intelligente” e “disfattismo della miglior marca” all’interno dello stabilimento. Albertini si presenta come “fascista combattente volontario” padre di famiglia e uomo fedele alla Repubblica di Salò. Il suo scritto è una vera e propria accusa contro i dirigenti della Caproni di Predappio in particolare contro il direttore generale Ulisse Riganti e il direttore amministrativo Tommaso Pia...