Il 'villaggio di paglia', storia del villaggio operaio 'Donna Rachele Mussolini'
Superata piazza Sant'Antonio e proseguendo in direzione del cimitero di San Cassiano, sulla sinistra della strada si incontra l'ex villaggio operaio "Donna Rachele Mussolini", una serie di edifici a due piani concepiti per ospitare gli operai dell'Aeronautica Predappio.
La realizzazione del villaggio venne affidata all'Istituto Fascista Autonomo Case Popolari di Forlì, come confermano vari documenti conservati negli archivi. Tra questi spicca una comunicazione datata 23 aprile 1940 e indirizzata al prefetto dell'Istituto, in cui si legge:
"I lavori di costruzione di alloggi popolari in Predappio, destinati agli operai dell'Aeronautica, sono stati ripresi dai primi del corrente mese ma non procedono colla voluta sollecitudine in causa delle ben note difficoltà di approvvigionamento del ferro, del cemento, e dei mattoni. Per questi ultimi, non essendo ancora disponibili quelli della fornace locale, non si può senza grave dispendio provvedere allo acquisto dalle fornaci lontane mancando anche a Forlì detto materiale. Assicuro peraltro che si farà tutto il possibile per recuperare le anzidette difficoltà ed affrettare la costruzione..."
Per superare queste difficoltà, l'incarico fu affidato alla milanese "Pater – Costruzioni Speciali", ditta nota per l'utilizzo del "Populit", un innovativo materiale brevettato costituito da pannelli prefabbricati in fibra di legno mineralizzata e cemento ad alta resistenza.
Il Populit fu ideato dall'ingegnere svizzero Dario Pater, pioniere della prefabbricazione in Italia, che durante il periodo autarchico sperimentò questa soluzione per realizzare abitazioni economiche e rapide da costruire.
Il 20 febbraio 1941, il podestà Pietro Baccanelli scrisse al prefetto di Forlì con oggetto:
"Predappio - Costruzioni Pater - Villaggio 'Donna Rachele Mussolini'"
"l'impresa 'Pater', costruzioni edili speciali di Milano, mi ha rimessa una nota in data 19 gennaio u.s. munita della descrizione delle opere di carattere pubblico già costruite ed in corso di costruzione nel villaggio 'Donna Rachele Mussolini' di questo Capoluogo, e mi richiede di procedere al relativo contratto ed al pagamento della somma di Lire 275.00 necessaria per le opere stesse..." Seguirono settimane di fitta corrispondenza tra il podestà, il Genio Civile, la ditta Pater e l'Aeronautica Caproni, al fine di stabilire l'esatta ripartizione dei costi.
Alla fine fu proprio l’ingegner Pater a portare a compimento il villaggio e le relative opere di urbanizzazione.
Ancora oggi, queste abitazioni sono ricordate dai predappiesi come "le case di paglia", un nome improprio che trae origine dal materiale principale utilizzato, il Populit.
Nel tempo, le villette sono state ristrutturate e modificate al punto da risultare difficili da riconoscere, ma a un occhio attento non sfugge la sagoma originale delle storiche "case di paglia".
*Alcune informazioni contenute nel testo sono tratte dal materiale di Marco Carli e dal libro "Predappio. Il racconto di un progetto compiuto (1813-1943)".




Commenti
Posta un commento