Predappio e la fine della Caproni: incendi, furti e demolizioni
Alla fine della Seconda guerra mondiale lo stabilimento Caproni di Predappio era già chiuso da circa un anno. Nei mesi che precedettero l’ aprile 1945 la situazione si era progressivamente deteriorata: l’attività era ferma, i macchinari trasferiti al nord e i reparti già praticamente abbandonati. Poco prima, durante e dopo la liberazione, la condizione dello stabilimento non migliorò, anzi peggiorò ulteriormente. Diversi documenti del Comitato di Liberazione Nazionale datati tra il 1944 e il 1945 riportano che la comunità predappiese entrò nella fabbrica, la occupò e si lasciò andare a gesti di distruzione. Mobili, tavoli da lavoro, documenti e materiali furono dati alle fiamme. In quella fase scomparvero anche numerosi oggetti, sottratti e dispersi, contribuendo a impoverire ulteriormente ciò che rimaneva dello stabilimento. Con la chiusura definitiva e la necessità di ricostruire il Paese, la fabbrica fu progressivamente smantellata. I capannoni costruiti durante l’amplia...