Nel 1943 fu eseguita una perizia tecnica per conto dell’ Istituto Mobiliare Italiano (I.M.I.) che aveva l’obiettivo di valutare e quantificare i possedimenti della fabbrica Caproni di Predappio in vista della possibilità di concederle un mutuo. Dall’analisi emerge una descrizione molto chiara degli ambienti e dei beni dello stabilimento aeronautico, che comprendevano anche un palazzo per gli impiegati, chiamato Palazzo Caproni , e un gruppo di villette a schiera destinate ai dirigenti, conosciute come "Villaggio Operaio Donna Rachele Mussolini" o "Villaggio Caproni" . Nel 1943 lo stabilimento era diviso in due sedi , una a Predappio e una a Forlì. Quella di Predappio era costituita "Da edifici contigui che formano pertanto un unico complesso ininterrotto e molteplici piani che dalla quota 159,22 sul mare raggiungono, al pavimento del salone montaggio, la quota di 200,08". La costruzione, ampliata progressivamente a partire dal nucleo centrale, era r...
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