Predappio e la fine della Caproni: incendi, furti e demolizioni


 

Alla fine della Seconda guerra mondiale lo stabilimento Caproni di Predappio era già chiuso da circa un anno. Nei mesi che precedettero l’aprile 1945 la situazione si era progressivamente deteriorata: l’attività era ferma, i macchinari trasferiti al nord e i reparti già praticamente abbandonati. Poco prima, durante e dopo la liberazione, la condizione dello stabilimento non migliorò, anzi peggiorò ulteriormente.
Diversi documenti del Comitato di Liberazione Nazionale datati tra il 1944 e il 1945 riportano che la comunità predappiese entrò nella fabbrica, la occupò e si lasciò andare a gesti di distruzione.
Mobili, tavoli da lavoro, documenti e materiali furono dati alle fiamme. In quella fase scomparvero anche numerosi oggetti, sottratti e dispersi, contribuendo a impoverire ulteriormente ciò che rimaneva dello stabilimento.
Con la chiusura definitiva e la necessità di ricostruire il Paese, la fabbrica fu progressivamente smantellata. I capannoni costruiti durante l’ampliamento del 1940 vennero demoliti per recuperare ferro e materiali utili. All’interno, gli spazi ormai vuoti subirono interventi che portarono via intere sezioni.
Uno degli elementi più particolari dello stabilimento era la scalinata a chiocciola della portineria. Si trovava al piano terra e permetteva di collegare direttamente la portineria agli uffici del primo piano.

 

Non si conoscono le ragioni precise della sua rimozione. La scala fu smontata e l’apertura chiusa, lasciando solo una colonnina in marmo che ne sosteneva la struttura.
La colonnina rimase visibile per diversi decenni, fino a quando anche quella sparì tra il 1996 e i primi anni Duemila. La scalinata rimane quindi un dettaglio curioso e poco documentato dello stabilimento, che dimostra come molte parti della Caproni siano state eliminate senza spiegazioni chiare.
I capannoni abbattuti lasciarono ampi solchi nel terreno, tuttora riconoscibili dall’alto. Nonostante la vegetazione cresciuta negli anni, è ancora possibile individuare i segni lasciati delle strutture demolite.
























 



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