1939: l’alluvione e l’Aeronautica Predappio
Nel maggio del 1939, ottantaquattro anni prima dell’alluvione del maggio 2023, la Romagna fu colpita da un'altra violenta alluvione che provocò distruzione in interi territori. Tra le località interessate vi fu anche Predappio, investita da numerose frane e allagamenti. In questo clima di devastazione, anche l’Aeronautica Predappio risentì in qualche modo degli effetti di questo evento.
Uno dei giornali pubblicati in quei giorni ci restituisce l’atmosfera del momento. Mercoledì 31 maggio 1939, sulla pagina di un quotidiano, si poteva leggere:
“Dopo una pausa di poche ore, che aveva lasciato sperare la fine del flagello, la ripresa incessante della pioggia gettava la popolazione in un senso di sgomento.
Alle 9:00 ha ripreso a piovere, alle 9:30, per l’incontro di vaste nubi nerastre, si sono verificate numerose scariche elettriche.
In mattinata, nella zona ‘Conca del Diavolo’, si è abbattuta una frana ostruendo la strada Predappio–Predappio Alta, costringendo a una breve interruzione il lavoro alle Officine Aeronautiche [...]”
Con la cessazione delle piogge si cominciò subito a fare il conteggio dei danni provocati dall’alluvione, al fine di prestare soccorso agli sfollati, molti dei quali furono successivamente trasferiti nell’Agro Pontino. L’Aeronautica Predappio non si tirò indietro, come testimonia un articolo di giornale datato sabato 3 giugno 1939, che riportava:
“Alle 8:44, alla stazione di Forlì, Donna Rachele, dopo essersi informata delle necessità, si reca personalmente ad acquistare prodotti alimentari e di prima necessità nei magazzini e nei negozi della città.
In mattinata è a Predappio presso gli sfollati, a parlare con loro; presenzia pure alla distribuzione del pasto e dispone per la distribuzione dei viveri e degli indumenti, lodando il podestà Baccanelli per la perfetta organizzazione.
Rileva altresì con compiacimento l’opera meritoria dell’Aeronautica Predappio, che ha messo a disposizione numerosi automezzi, donando anche forti quantitativi di generi alimentari, e organizzato, con larghezza, squadre di operai recatisi in soccorso in ogni località danneggiata agli ordini del direttore, prof. Cesare Castelli. [...]”
Un’altra iniziativa risulta compiuta da Cesare Castelli, direttore delle Officine Aeronautiche e titolare dell’Ebanisteria Castelli di Bologna, il quale, in seguito alla ricostruzione post-alluvione di alcuni piccoli quartieri nelle frazioni di Predappio, fornì il mobilio per le nuove abitazioni a prezzo scontato. Tale mobilio recava all’interno la dicitura: «Dono di S. E. Donna Rachele» (Dono di Sua Eccellenza Donna Rachele).


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