Espansione, scandali e nuovi nomi: la Caproni di Predappio negli anni della guerra
Con la dichiarazione di guerra contro Francia e Gran Bretagna le commesse statali destinate all’industria italiana aumentarono in modo significativo. Anche l'Aeronautica Predappio ne trasse vantaggio. Nel 1938 contava tra i 550 e i 600 operai, mentre nel 1942 il numero dei dipendenti arrivò a 1707.
Durante il periodo bellico lo stabilimento attraversò profondi cambiamenti. Tra questi l’allontanamento del direttore Cesare Castelli che nel luglio 1941 venne accusato di aver sottratto cemento e ferro appartenenti alla fabbrica. Dopo l’inchiesta fu mandato al confino nel comune di Ruoti.
Nello stesso periodo la società modificò la propria denominazione inserendo il cognome dell’imprenditore trentino Gianni Caproni. La decisione è riportata nel verbale del 23 aprile 1941 redatto dal notaio Bottoni di Milano in cui si legge
“Il Prof. Castelli, rilevata la totalitarietà dell’assemblea che è quindi valida a deliberare anche in sede straordinaria, propone che nella denominazione sociale venga incluso il cognome del conte Caproni, e ciò per onorare la persona che ha fondato a Predappio l’industria aeronautica e ha portato l’azienda al recente sviluppo attraverso gravi difficoltà con notevole vantaggio dell’economia di tutta la zona e con un indifferente contributo al potenziamento bellico della Nazione [...] L’amministratore unico si dichiara commosso delle proposte fatte e ringrazia vivamente il Prof. Castelli e tutta l’assemblea”.
Con l’avvio della guerra la quantità di ordini provenienti dall’Aeronautica Militare crebbe in modo consistente. Lo dimostra una lettera che Castelli inviò al sottosegretario Pricolo per ringraziarlo dell’interessamento mostrato nella costruzione di una pista di lancio a Predappio che doveva affiancare quella già presente a Forlì. Nella stessa lettera Castelli lo invitava a visitare gli stabilimenti insieme a Donna Rachele Mussolini
“Questa mattina è venuto il colonnello Santabarbara con un capitano e con l’impresa e hanno proceduto alla ricognizione dei lavori. [...] Donna Rachele Mussolini si degnerà di presenziare all’inizio dei lavori il 21 aprile e di partecipare a un rancio alla mensa dei lavoratori. Rancio che l’Aeronautica di Predappio si permetterà di offrire a voi e al vostro brillante stato maggiore che vi accompagnerà”.
Il primo agosto 1940 Benito Mussolini, che in quel periodo soggiornava a Riccione, si recò a Predappio per visitare lo stabilimento. Durante la visita si intrattenne con Castelli e si congratulò per l’ampliamento della fabbrica. La cronaca apparve sul quotidiano "Il Messaggero" del 2 agosto 1940. Nella documentazione conservata presso l’Archivio Centrale dello Stato si legge
“Nel pomeriggio di ieri, il Duce ha visitato a Predappio lo stabilimento aeronautico Caproni. Accompagnato, nella visita, dal conte Caproni e dal camerata Castelli, direttore dell’industria, si è lungamente intrattenuto con le maestranze nei reparti in piena attività ed ha minuziosamente esaminato il nuovo tipo di apparecchio particolarmente adatto per acrobazie. Al termine della visita, le maestranze, che si erano adunate nel piazzale all’ingresso dello stabilimento, hanno lungamente e fervidamente acclamato al fondatore dell’Impero. Più tardi, a Predappio, il Duce ha visitato gli accantonamenti del 1º battaglione dell’11º fanteria. Il reparto ha poi sfilato a passo romano in maniera impeccabile”.
Dalla bozza riservata dell’articolo che fu presentata alla Segreteria del Duce risulta che il giornalista Osvaldo Sebastiani sostituì l’espressione “fierissima dinanzi a Benito Mussolini” con “in maniera impeccabile”, formula che venne poi pubblicata.



Commenti
Posta un commento