La Caproni e il parroco inquieto. Dalla protesta al viaggio nella capitale
L’insediamento della Caproni a Predappio segnò l’avvio di quella che venne percepita come una "nuova e prospera era" per il paese. L’apertura dello stabilimento determinò un cambiamento netto negli equilibri occupazionali locali. Molti braccianti abbandonarono le campagne per cercare impiego in fabbrica, mentre dai comuni limitrofi si verificò un consistente spostamento di manodopera verso Predappio , dove era sorto uno degli impianti industriali più moderni del territorio romagnolo. Tra gli aspetti più significativi vi fu la presenza femminile. Già prima della Seconda guerra mondiale lo stabilimento contava un numero rilevante di operaie. Nel 1936 risultavano impiegate 47 donne provenienti da ambienti sociali e professionali differenti , molte senza alcuna esperienza industriale pregressa. Si trattava di 26 casalinghe, 7 sarte, 11 domestiche e cameriere, 2 venditrici ambulanti e 1 scolara. Un dato che documenta un passaggio concreto dal lavoro...