La casetta triestina di Gianni Caproni, Predappio e la Casa di Masone

 

Il 21 aprile 1939, in occasione della visita di Donna Rachele Mussolini alle Officine Aeronautiche di Predappio per l’inaugurazione della mensa dei lavoratori e per presenziare alla posa della prima pietra dell’edificio destinato ad alloggi popolari per gli operai degli stabilimenti aeronautici, Il Popolo di Romagna scrisse in una pagina intera un resoconto dettagliatissimo di quella trionfale giornata.
In questa pagina compariva anche un piccolo trafiletto dove veniva presentata la "Casa di Masone", che si ergeva accanto alla mensa dei lavoratori, nel fossato di fronte alla fabbrica.
L’edificio prendeva il nome del paese di nascita di Gianni Caproni. La casetta in stile triestino fu costruita in otto giorni e donata dai dirigenti dell’industria a Gianni Caproni.
Il 21 aprile 1939, dopo aver partecipato al rancio delle maestranze, Donna Rachele Mussolini visitò la casetta, che serviva da punto di ritrovo per i dirigenti dello stabilimento.
Il trafiletto recitava, "[...] A fianco dei locali della mensa, notiamo la "Casa di Masone" paese nativo di Gianni Caproni. Trattasi di una costruzione in stile triestino, compiuta in otto giorni e donata dai dirigenti dell'industria allo stesso Ing. Caproni. [...] Donna Rachele Mussolini dopo aver visitato la graziosissima "Casa di Masone" che servirà come luogo di ritrovo dei dirigenti dell'industria, si interessava delle varie forme di assistenza praticata dall'Aeronautica Predappio verso le maestranze e si intratteneva affabilmente con le operaie della fabbrica."
Di questa graziosa casetta oggi non resta più nulla. Sono pochissime le foto, almeno per ora, arrivate fino a noi di questo edificio.







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