Maggio 1942, un ispettore alla Caproni

Alla Caproni di Predappio venivano effettuate frequenti ispezioni per verificare l’andamento della produzione e individuare eventuali problemi all’interno dello stabilimento.
Grazie ai resoconti originali dell’epoca oggi conosciamo numerosi dettagli sulla vita della fabbrica durante la Seconda guerra mondiale e possiamo seguire con precisione l’evoluzione produttiva del biennio 1941-1942.
Le ispezioni avevano cadenza semestrale e i carteggi relativi al 1941 restituiscono un quadro molto chiaro dell’attività quotidiana dello stabilimento. Nel primo semestre dell’anno gli operai in servizio giornaliero risultavano essere 1059, numero che salì a 1114 nel secondo semestre. La settimana lavorativa era di 53 ore.
Il 3 maggio 1942 venne effettuata l’ispezione relativa al primo semestre dell’anno. Dalle carte emergono diverse problematiche, ma anche numerose note positive riguardanti la produzione.
Fino al giorno dell’ispezione risultavano infatti prodotti 10 Reggiane Re.2001, con l’annotazione “lavorazioni molto avanzate”50 Savoia-Marchetti S.81, accompagnati dall’appunto “attrezzature a buon punto che consentiranno di produrre a regime 8 velivoli al mese” e un prototipo di Savoia-Marchetti S.81T che, secondo quanto riportato dall’ispettore, sarebbe stato pronto per il primo volo entro la metà di maggio.
Nella sezione “DEFICIENZE” vennero invece segnalati diversi problemi, tra cui forti ritardi nelle consegne dei velivoli e l’inutilizzo di parte dei materiali disponibili. Nonostante ciò, le osservazioni sull’organizzazione interna dello stabilimento furono decisamente positive.
L’ispettore annotò infatti che:
1) “L’organizzazione effettuata dalla nuova gestione dà l’impressione di rispondere bene al compito assegnato”
2) “I reparti vengono dotati di abbondanti e moderni mezzi di controllo, ed il servizio produzione è organizzato con sani principi”
3) “Sono in via di ultimazione (entro il mese di luglio) le opere murarie di un nuovo fabbricato a tre piani, con superficie coperta e utilizzabile di circa 8500 mq”
Nonostante i ritardi e le criticità segnalate durante l’ispezione, dai documenti emerge quindi uno stabilimento in piena espansione, con una produzione già avviata, nuovi spazi in costruzione e una struttura organizzativa che gli ispettori giudicavano moderna ed efficiente per gli standard dell’epoca.

 

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