Flavio De Lorenzi: L'Aviatore di Carpinello
Il 18 giugno 1940, appena otto giorni dopo l'entrata in guerra dell'Italia nella Seconda guerra mondiale, nel cielo del campo scuola di Aquino perdeva la vita un giovane pilota. Si chiamava Flavio De Lorenzi, era forlivese, più precisamente originario di Carpinello, e aveva soltanto vent'anni. La sua fu una storia breve, segnata dalla passione per il volo e dal desiderio di intraprendere una carriera nella Regia Aeronautica, un percorso che si interruppe tragicamente proprio quando il suo sogno sembrava ormai vicino a realizzarsi.
Nato il 14 novembre 1919, Flavio aveva iniziato a coltivare la propria passione per l'aviazione non appena raggiunta l'età necessaria per intraprendere i corsi di volo. Si iscrisse alla R.U.N.A. di Forlì, la Reale Unione Nazionale Aeronautica, dove frequentò il 15° corso. Il suo nome compare nel riepilogo dei piloti brevettati presso la scuola forlivese al numero 60, risultando il primo tra gli allievi del proprio corso. Un dato che permette di ricostruire con maggiore precisione i suoi primi passi nel mondo dell'aviazione e il percorso formativo che lo avrebbe portato a indossare la divisa della Regia Aeronautica. Il 29 gennaio 1940 conseguì infatti il brevetto di pilota civile di primo grado, contraddistinto dal numero 3703. Era il primo importante traguardo di un percorso che aveva intenzione di proseguire.
Ottenuto il brevetto, De Lorenzi decise di arruolarsi volontario nella Regia Aeronautica. Le cronache dell'epoca ci restituiscono anche le sue aspirazioni e il motivo che lo aveva spinto a compiere quella scelta. Il suo sogno era conseguire il brevetto di pilota militare, per poter finalmente pilotare apparecchi più grandi e possenti, completamente diversi dai piccoli aeroplani sui quali si era esercitato durante i corsi alla R.U.N.A. di Forlì. Non si trattava soltanto di una nuova qualifica, ma del desiderio di proseguire un cammino iniziato da ragazzo, portando la propria passione per il volo verso una dimensione professionale e militare. Flavio si trovava ormai all'interno di quel percorso e, secondo le notizie tramandate dalle cronache, era prossimo al conseguimento del nuovo brevetto.
Quel progetto, tuttavia, non avrebbe mai trovato compimento. Il 18 giugno 1940, durante un volo acrobatico presso il campo scuola di Aquino, il suo apparecchio precipitò al suolo, provocandone la morte. Erano trascorsi appena otto giorni dall'ingresso dell'Italia nel conflitto mondiale e Flavio aveva soltanto vent'anni. La tragedia arrivò in un momento particolarmente delicato della sua giovane vita, quando aveva già ottenuto il primo brevetto e si preparava a raggiungere l'obiettivo per il quale aveva scelto di arruolarsi volontariamente. Il sogno di pilotare velivoli militari più grandi e potenti si interruppe insieme alla sua vita, lasciando incompiuto un percorso che aveva appena iniziato a prendere forma.
La notizia della sua scomparsa suscitò una profonda commozione, tanto ad Aquino quanto nella sua Carpinello. Al giovane aviere vennero tributate solenni onoranze e i funerali, celebrati nella frazione forlivese, videro la partecipazione delle Autorità provinciali, di reparti armati della Regia Aeronautica e dell'intera popolazione rurale carpinellese. Una partecipazione che testimonia quanto la perdita fosse sentita dalla comunità di origine, che si ritrovò unita per accompagnare il proprio giovane concittadino nell'ultimo viaggio. Tra i momenti più significativi di quelle esequie vi fu il passaggio di un piccolo apparecchio della R.U.N.A. sopra il cimitero di Carpinello. Era uno dei velivoli della scuola sulla quale De Lorenzi aveva imparato a volare e che, mentre la salma veniva tumulata, volteggiò sopra il piccolo camposanto in segno di estremo saluto. Un'immagine che le cronache hanno conservato e che restituisce con particolare efficacia il legame tra Flavio e il mondo dell'aviazione, rimasto presente anche nel momento del suo ultimo commiato.
A confermare la grande partecipazione emotiva suscitata dalla tragedia sono anche le testimonianze della stampa dell'epoca. Il Resto del Carlino, nell'edizione dell'8 agosto 1940, quasi due mesi dopo la morte del giovane, lo inserì nell'elenco dei caduti per l'Aeronautica, al numero 51, riportando la qualifica di «Primo. Av. All. Pil», abbreviazione di Primo Aviere Allievo Pilota. Una testimonianza che permette di ritrovare il suo nome anche nelle pubblicazioni dedicate alle perdite dell'aviazione di quel periodo. Pochissimi giorni dopo la sua scomparsa, invece, il giornale Il Popolo di Romagna gli aveva dedicato un articolo di considerevole lunghezza, dal titolo «LUTTO RURALE». Il testo raccontava il dolore per la perdita del giovane aviatore e si concludeva con una nota della redazione indirizzata alla famiglia, nella quale venivano espresse le condoglianze al padre e ai suoi cari. Le parole riportate dal giornale erano: «Al Camerata Enea De Lorenzi ed alla sua Famiglia esprimiamo i sensi del più profondo cordoglio».
A distanza di oltre ottant'anni, il ricordo di Flavio De Lorenzi continua a essere custodito a Carpinello, proprio attraverso la sua tomba. La lapide conserva una fotografia di particolare interesse storico e documentario, realizzata dal fotografo Edgardo Zoli, nella quale il giovane aviatore appare in tenuta di volo, appoggiato a un IMAM Ro.41. Un'immagine che ci permette ancora oggi di osservare il volto di quel ragazzo che aveva scelto di dedicare la propria vita all'aviazione e che, attraverso la fotografia, è rimasto legato al mondo del volo anche dopo la sua scomparsa. Sotto il ritratto si trova un'iscrizione funeraria dalle parole particolarmente intense, che restituisce il dolore, l'orgoglio e il ricordo di chi volle rendergli omaggio:
Proprio leggendo queste parole emerge un particolare che merita attenzione e che, allo stato attuale delle ricerche, rimane senza una spiegazione certa. Se le cronache dell'epoca collocano l'incidente mortale presso il campo scuola di Aquino, l'epigrafe sulla tomba parla invece dei cieli di Roma, descrivendo De Lorenzi mentre dominava le pericolose vie dell'aria. Non è dato sapere per quale ragione sia stato inserito questo riferimento geografico, né se si tratti di una scelta commemorativa o di un elemento legato a circostanze della sua attività di volo non ancora ricostruite.
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NOTA DELL'AUTORE: La ricerca sulla storia di Flavio De Lorenzi è tuttora in corso. Le informazioni presentate in questo articolo rappresentano quanto è stato possibile ricostruire attraverso la documentazione e le testimonianze attualmente disponibili. Con il proseguimento degli studi e l'eventuale reperimento di nuove fonti, potrebbero emergere ulteriori elementi utili ad approfondire la sua vicenda. L'articolo potrà pertanto essere integrato e aggiornato nel tempo, con l'obiettivo di restituire una ricostruzione sempre più completa e documentata della sua storia.


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